Nuovi fondi europei 2014-2020: opportunità e novità

di Silvia Casiraghi

 

Sono 29,6 miliardi di Euro le risorse assegnate all’Italia dall’Unione Europea per i prossimi anni annunciando un sostanziale cambio di rotta rispetto alla precedente tornata di programmazione.

Quali i percorsi per accedere a queste risorse? Quali saranno le caratteristiche dei progetti finanziati? Come prepararsi all’uscita dei bandi?

Iniziamo con questo primo articolo ad affrontare insieme alcune delle parole guida della nuova programmazione e faranno da bussola nella scelta dei progetti da finanziare.

No al progettificio, sì alla qualità delle idee

La candidatura su un bando europeo non si improvvisa, la presentazione del progetto è solo la fase conclusiva di un processo articolato dove il successo si costruisce per passi progressivi. Il percorso che ha dimostrato di offrire maggiori garanzie è quello che parte dalla programmazione intesa come atto dell’organizzare e trasformare progressivamente le idee in progetti per il territorio dove, mano a mano che si condivide, si affinano anche gli obiettivi, si coordinano le azioni, si definiscono i risultati attesi e si quantificano i costi.

Partenariato: attori e non comparse
Nella programmazione europea 2014-2020 la partnership assume una nuova centralità: l’invito lanciato dall’Unione Europea è quello di passare da un partenariato di facciata ad un partenariato effettivo. Costruire un buon partenariato significa coinvolgere non solo i soggetti rappresentativi del territorio ma individuare attori locali e internazionali capaci di garantire la riuscita delle azioni di progetto apportando compente e capacità di realizzazione.

Mantenere le promesse ovvero ragionare su risultati misurabili
L’utilizzo dei fondi 2007-2013, a conti fatti, ha registrato un netto peggioramento: le risorse sono state ampiamente utilizzate ma la programmazione ha portato a finanziare progetti non sempre di qualità. Una grande attenzione sarà posta a ciò che si racconta nella candidatura, il testo dovrà essere declinato in risultati concreti e misurabili per il territorio.

 

Queste prime parole guida che sono emerse dai documenti comunitari sembrano indicare un interessante modo di procedere: l’UE non si vuole fermare ai progetti “scritti bene” ma chiede a chi candidata progetti e anche a chi li valuta responsabilità, cioè capacità di rispondere delle scelte dette e fatte. Occorrerà progettare tenendo presente che alla fine verranno poste le seguenti domande: fino a che punto si sono mantenute le promesse? Chi ha contribuito al raggiungimento dei risultati? Quali fattori hanno influenzato tali risultati?
Le risorse dovranno allocarsi su idee progettuali realizzabili con effetti duraturi capaci di toccare nel concreto la qualità della vita delle persone e le reali opportunità delle imprese.

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