La riforma del Titolo V, l'albergatore e l'Expo2015

di

La riforma del titolo quinto sembra un argomento lontano anni luce dal duro lavoro quotidiano dell'albergatore.

Eppure, ancora una volta qualche giorno fa, mi sono trovato a discutere con i rappresentanti di una cordata di imprenditori di riforme istituzionali e del "titolo V" in discussione in Parlamento

I ragionamenti degli operatori partono da prospettive molto diverse ma convergono in una semplice domanda: "se le Province chiudono e le Regioni non avranno la materia turismo fra le competenze,  chi si occuperà in futuro della promozione del mio territorio?"

Finora la promozione della marca di destinazione era compito dell'Ente pubblico, ma se questo viene meno chi si occuperà della promozione turistica?

Può sembrare un argomento lontano dalle competenze del Destination Manager, ma fra i suoi compiti c'è anche quello di prevedere, e volgere in positivo per le imprese turistiche, le conseguenze pratiche di cambiamenti istituzionali. In termini di marketing si direbbe che il "macro ambiente" deve essere conosciuto e compreso dall'impresa non tanto per intervenire su di esso, ma per adeguarvisi e sfruttarne le potenzialità.

A mio avviso quello che sta accadendo dovrà portare l'imprenditore turistico a fare un salto di qualità nella sua disponibilità e capacità di agire in rete.

Il depotenziamento (già in atto) degli Enti locali sta creando un vuoto nella promozione dei brand territoriali (per intenderci quelli relativi ad aree sub regionali: Lago di Como, Lago Maggiore, etc...) a cui si potrà/dovrà rispondere con aggregazioni fra imprese, specializzate nella promozione del brand-territorio e nella commercializzazione dei suoi servizi.

Come sempre, ogni cambiamento porta con se criticità e nuove opportunità.

Sicuramente la promozione della marca territoriale sarà un aggravio economico e gestionale per il singolo imprenditore, che, partecipando ad aggregazioni di filiera, dovrà adeguare sempre più la gestione aziendale alle strategie e azioni di rete.

Questo cambiamento ha però in sè un enorme potenziale. Finora è sempre esistita una netta separazione (stabilita per legge) fra la promozione della destinazione e la commercializzazione dei servizi. Queste due attività erano svolte da soggetti diversi (la prima dagli Enti pubblici e la seconda dalle imprese) spesso senza coordinamento e capacità di creare sinergie. La possibile scomparsa della promozione istituzionale e l'avanzare delle reti di imprese potrebbe avere come conseguenza positiva che la promozione e commercializzazione nel turismo possano finalmente essere parte di uno stesso programma di marketing della destinazione.

Se questo è l'orizzonte, bisogna attrezzarsi per tempo creando le aggregazioni di filiera già da ora e predisponendo gli strumenti promo-commerciali. Il momento potrebbe essere quello giusto perchè l'Expo2015 potrebbe essere l'evento ideale per le nuove aggregazioni su cui testare questo nuovo modo di fare marketing turistico.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Condividi nei social

FacebookTwitterLinkedin